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[LM 2.13] Poiché il primo prodigio accade tuttora ogni giorno molteplicemente innanzi i vostri occhi, mentre che del secondo, all'infuori che nella Sacra Scrittura, non vi è più traccia su tutta la Terra. Chi, per conseguenza, vuol ritrarre utilità dal prodigioso crollo di Gerico, quegli deve anzitutto credere a questo abbandonandosi alla cieca fede, laddove in un giorno estivo egli viene afflitto da più di mille di tali altri sorprendenti prodigi di primo ordine, i quali tutti, e spesso anche in modo fin troppo molesto, lo ammoniscono: "Guarda, o superbo ed orgoglioso uomo, quante meraviglie viventi ha creato il Creatore grande e santo, profondendole con abbondanza intorno a te, e riconosci in maniera viva in te, quanto vicino ti sta il Signore della Vita!".

[LM 3.11] Vedete, queste milioni e milioni di mosche hanno dappertutto la missione di consumare la parte sovrabbondante del cosiddetto fuoco elettrico che affluisce dal Sole, e di renderlo in questo modo più debole nel suo complesso, affinché, in seguito all'eccessiva propria saturazione, non si sprigioni in se stesso, e non abbia a mandare con ciò un intero mondo a soqquadro! Poiché, vedete, questo fluido elettrico è un fuoco oltremodo potente, e si comprende naturalmente da sé, sempre nell'ambito della sua sfera positiva! Sino a tanto che l'elettricità negativa di un corpo terrestre equilibra in potenza quella positiva che si sviluppa dai raggi del Sole, è reso impossibile uno sprigionamento qualsiasi dell'elettricità positiva. Se, però, la positiva supera di soltanto un millesimo la negativa, allora non vi è assolutamente alcun mezzo per impedire un libero sprigionamento della positiva. E come si può dunque evitare una tale rovina generale?

[LM 4.9] Per quanto riguarda il primo di questi casi, ne avete la prova nelle malattie di peste; queste non sono altro che le conseguenze di cause di simile specie; per quanto poi concerne il secondo caso, questo si riscontra certamente ben più di rado, ma tanto eccessivamente straordinarie non sono neppure le cosiddette "autocombustioni", in particolare nei paesi meridionali.

[LM 6.18] per conseguenza, le sue lordure, benché non più tanto velenose da riuscir nocive, non possono avere che un carattere prettamente elettrico-negativo. Ma noi sappiamo che l'elettricità positiva si accumula per lo più sugli oggetti lisci. Vedete, ora noi arriveremo ben presto al perchè di tutto questo! Affinché la poca elettricità positiva che si mantiene ancora sugli oggetti lisci, in un ambiente che sia povero di tale elettricità, possa venir convenientemente distribuita, questi nostri chimici li impiastricciano accuratamente, ed in seguito a ciò, non avete da far altro che porre in una tale stanza degli oggetti dorati, e potete esser sicuri, che questi verranno entro breve tempo talmente impiastricciati dai suddetti chimici, che dell'oro ne vedrete luccicare ben poco attraverso le brutture.

[LM 7.14] E perché voi possiate ancor meglio comprendere un tale affievolimento, basta che Io richiami la vostra attenzione sulla infinita divisibilità della materia stessa; poiché, ammessa questa possibilità, vi sarà facile il pensiero che perfino il singolo atomo è suscettibile di una suddivisione all'infinito. Ma, se voi suddividete l'atomo all'infinito, diverrà esso più forte, oppure accadrà il contrario? Certo, voi non potete annientare l'atomo anche se continuate a dividerlo all'infinito, ma dovete d'altro canto ben comprendere che l'atomo, diviso per tal modo all'infinito, non avrà più la forza che aveva prima della suddivisione.

[LM 7.28] Però, quanto detto finora sulla polarità positiva di quest'animaletto, vi serva soltanto quale una buona introduzione, affinché vi sia reso possibile comprendere tanto più a fondo, quello che ancora seguirà. Ponderate bene su ciò; e sarà solo la prossima continuazione che vi permetterà di addentrarvi alquanto di più nell'essenza di quest'animaletto, - frattanto dunque facciamo punto per quest'oggi!

[LM 8.14] Questa è certo una domanda un pochino differente. Tuttavia, per non trattenervi troppo a lungo lontani dalla questione principale, Io vi dico addirittura apertamente ciò che anche voi stessi avreste rilevato dopo qualche riflessione un po' più seria, che in quel punto dello spazio avviene un conflitto di raggi, e precisamente per il motivo che una parte di questi raggi s'interseca anche perpendicolarmente con altra parte di raggi, e lì s'incontrano; e tale incrocio di raggi voi dovete rappresentarvelo immaginando molte di queste croci intersecantisi in tutti i piani possibili con un punto centrale comune, dal quale si diparta visibilmente una moltitudine di raggi.

[LM 8.31] Basta che prendiate un microscopio e che sottoponiate ad esame una goccia d'acqua che si sia imputridita per la presenza di particelle vegetali, oppure che esaminiate addirittura il succo stesso spremuto da qualche pianta, e con vostra non poca meraviglia scorgerete interi eserciti di animaletti, e dopo tale spiegazione risulterà evidente senza grande fatica per voi come il polo vitale negativo s'inverta e come trapassi poi alla vitalità polare-positiva.

[LM 9.7] Siccome la maggior parte delle opinioni più disparate, oppure delle ipotesi in generale, sorgono laddove la miope ragione umana può meno che altrove penetrare nella chiara sfera della realtà, appunto là vengono sviluppate le teorie più svariate, delle quali l'ultima arrivata ottiene sempre il sopravvento come succede nella moda francese del vestire.

[LM 9.17] Vedete, questa difficoltà sarà ben presto superata! Se voi prendete una cosiddetta pietra focaia e la sfregate con un ferro temperato, vedrete ben presto sfuggire una quantità di scintille da quei punti dove il ferro temperato è passato sulla pietra. Queste scintille sono luce; ma da dove hanno esse attinto la luminosità, dalla pietra oppure dal ferro? Oppure contemporaneamente da entrambi?

[LM 10.2] Che cosa sia poi veramente l'aria stessa che circonda un corpo celeste, noi lo sapremo già in parte dal decorso della presente comunicazione, più ancora però da altri chiarimenti sulle cose del mondo naturale, già datovi molto tempo addietro.

[LM 12.12] Sì, Io vi dico ancora in aggiunta che nella Mia Infinità vi sono perfino parecchi di tali Cieli, ed ogni Cielo è da per sé un perfetto Uomo, ed appena tutti i Cieli presi assieme vengono a formare poi nel loro complesso ancora un Uomo infinito, il quale però non può venir concepito da nessun altro all'infuori che da Me soltanto, perchè Egli è veramente il Corpo Mio Stesso, ovvero è l'Iddio nella Sua Infinità, il Quale certamente concepisce e sente la Individualità ed Unicità Sua assoluta, nel modo più preciso e più chiaro; e tuttavia, quale molteplicità di vita in Lui!

[LM 12.14] Vedete, a questo inneggia dunque la mosca nella sua umiltà; e l'umiltà è la vera propria mosca principale nell'uomo! Poiché come la mosca nel mondo inizia a conseguire in sé il trionfo nel campo della vita, così nella stessa maniera anche l'umiltà nell'uomo inizia ad accogliere e racchiudere in sé la più libera vita da Dio e poi, grazie alla sua costanza e al suo coraggio, inizia a coltivare in sé, con sempre maggior vigore, quell'eterno Santuario che è "il Cristo vivente" in ogni vero uomo. E quando Questa Vita si è trasfusa in ciascuna parte dell'anima, e per mezzo dell'anima anche nel corpo materiale, allora una tale trasformazione costituisce già una vittoria; sì, in verità, la vittoria più grande che l'uomo possa mai riportare; poiché con questa vittoria egli ha costretto in sé la più eccelsa Vita di Dio, se L'è appropriata con l'amore, ed è divenuto oramai Una sol cosa con l'Iddio eterno, il Padre di ogni Amore.

[LM 12.45] Qui, però, viene fatta al freddo ragionatore la domanda se anch'egli, l'inoperoso e l'inerte, si senta il potere di sollevare questa catena? E nello stesso modo gli viene sottoposta anche la seconda ed ultima domanda: "Se tu non riesci a scoprire la traccia della verità mediante l'opera, chi dunque mai potrà liberarti dalle tenebre della morte eterna?".

[LM 12.46] Io penso che quest'ultima domanda non ha bisogno di nessun'altra spiegazione; poiché nel corso di queste comunicazioni avrete appreso a sufficienza che, per sottrarsi alle tenebre della morte eterna, è necessario esplicare un'attività intensa e viva secondo la Parola, e non essere un semplice ascoltatore e perfino un critico, o peggio ancora un dispregiatore addirittura e quindi un rinnegatore della Mia parola.

[LM 12.48] Non canta qui Davide, nel suo salmo, che Iddio è per lui tutta la sua sapienza e la sua serietà?

[LM 12.49] Ma come può Iddio essere nell'uomo altrimenti che nella Parola? La Parola deve dunque essere per l'uomo una cosa seria, affinché egli abbia da "cantarLa", vale a dire da ascoltarLa, e dopo da "salmeggiare"; vale a dire da metterLa in opera; e questa è la gloria ovvero la luce dell'uomo stesso.

[LM 12.52] Sì, in verità, chi così agisce e ricerca Iddio veramente con tutta serietà, come Davide, quegli sa molto bene fin dove giunge la Mia Grazia, ovvero fin dove si diffonde la Vita che da Me emana e s'irradia in tutti gli spazi eterni che corrispondono ai Cieli, dei quali quest'oggi vi fu detto abbastanza; egli sa anche che cosa siano le "nuvole della verità", e cioè che esse sono gli spiriti dell'eterna vita.

[LM 12.53] Sì, colui che ricerca Iddio con tutta serietà, riconosce in sé la vittoria, e come ha fatto Davide, esclama: "Innalzati o Dio sopra i cieli - ovvero sopra questa mia vita interiore -, e la Tua Gloria - ovvero la Tua Luce vivificante - si espanda sopra tutte le regioni dell'essere mio, affinché con ciò tutti i diletti, ovvero tutti coloro che hanno fatto ritorno alla vita, qualunque sia il grado al quale possano esser giunti, vengano ben presto liberati da tutto ciò che è della morte!".

[LM 12.54] Sì, chi ricerca veramente Iddio con perfetta serietà come ha fatto Davide, esclamerà infine come lui: "Signore, Dio mio e Padre mio, vedi il mio cuore trabocca d'amore per Te; vedi, dal profondo della mia umiltà, io Ti supplico e scongiuro che Tu mi voglia soccorrere con la Tua destra, ossia che Tu voglia concedermi la vera Luce della Vita, affinché io possa poi divenire con Te una Vita unica, perfetta; dunque esaudiscimi e rispondi, o mio Dio!".

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