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[GFD 1.0.6] A coloro invece, che dicono che a quest'Opera, per essere considerata come data dall'Alto, manca di semplicità, tranquillità e ampiezza di vedute, e quella certa profondità nella visione globale del mondo, sia detto molto brevemente soltanto questo: “Che essi si esaminino prima scrupolosamente nel loro cuore, se forse proprio a loro non manchi quello che non trovano nella Parola”. – Del resto, hanno dato qui un giudizio, in modo da aver pur detto anch'essi qualcosa su quest'Opera in qualità di colti europei, senza essersi addentrati nella piena profondità dell'Opera; per un tale approfondimento, infatti, di certo occorre chiaramente di più che leggere a mala pena un'unica volta, e superficialmente, una parte di quest'Opera.

[GFD 1.2.2] Dì alle madri paurose che esse non devono educare le loro figlie nel timore degli uomini e del mondo, poiché a ciò che si teme, si ubbidisce ciecamente nella tentazione, e colui che è temuto diventerà facilmente vincitore. Esse invece devono piuttosto educarle nel timore di Me e nell'amore per Me, affinché Io diventi vincitore e affinché esse disdegnino il mondo e godano di ogni abbondanza nel Mio Amore sconfinato. Esse non devono condurle in luoghi pubblici allo scopo di conquistare un marito, bensì da Me, da Me devono portarle, e Io ti dico che non uno dei loro desideri resterà senza benedizione e insoddisfatto. Poiché Io sono un Dio ricco, che di tutto ha il più infinito sovrappiù, che tutto può e anche vuole dare in somma sovrabbondanza.

[GFD 1.5.32] E i continenti delle terre sono la parte dell’ira della Divinità addolcita dalla Misericordia, e rinchiudono, in solidi legami, gli spiriti degli smarriti fino al tempo stabilito del loro inconsapevole scioglimento, quando essi poi vengono messi in una materia più tenera, e tuttavia pur sempre per loro abbastanza solida, e cioè legati singolarmente; da questa materia possono poi uscire solamente quando vengono di nuovo risvegliati dall’eterno Amore; e i mari e le acque ne sono pieni, affinché essi vengano posti in umiltà, e l’aria ne è piena, affinché siano purificati. E l’eterno Amore è la forma in tutto; però l’ira della Divinità sulla Terra è solo attenuata, ma non per questo abolita.

[GFD 1.5.35] E vedi, tu devi osservare ancora più profondamente il come e il perché Io ho preparato tutto così! Vedi, la Luna ha macchie e molti punti scuri, e la Terra a poli freddi ma stabili, ed ha montagne alte ed ha basse valli, ed ha sorgenti, ruscelli, torrenti, fiumi, laghi e grandi e piccoli mari; e il Sole ha macchie, grandi e piccole. Ora vedi, tutto questo è l’effetto dell’Amore e della Grazia, ovvero del corrispondente calore e della luce, e tutto ciò è l’eterno Amore e la Potenza della Divinità attraverso l’Amore. Perciò guarda i deboli e la Luna come si assomigliano, e ti sarà dischiuso il suo essere; osserva i forti secondo tutto il loro agire, e davanti ai tuoi occhi giacerà svelata la Terra; e da un polo all’altro deve esserci la rigida quiete dello spirito nell’amore per l’Amore, affinché tutto ciò che circonda lo spirito si muova in un perenne ordine e possa essere così operante per lo scopo comune dell’eterna conservazione. Infatti, vedi, tutto dipende dalla quiete; senza questa non si può raggiungere nulla, e chi non è come i poli della Terra, costui non penetrerà nel proprio intimo come la linea congiungente i due poli penetra nel centro della Terra. E il vostro amore deve essere freddo come il ghiaccio dei poli, perché voi siate atti a ricevere tutto il calore del divino Amore. Poiché vedi, ciò che è caldo, non è adatto a ricevere il calore; ma ciò che è freddo nella sua quiete, questo è atto a ricevere l’Amore in pienezza e a lasciarlo affluire in tutte le parti della vita. Poiché vedi, chi riceve il calore, che è l’Amore di Dio, lo trattiene saldamente in sé e non lo lascia ulteriormente affluire, costui è un avaro, e sarà dissolto in sé e si distruggerà come il ghiaccio al fuoco; ma chi riceve il calore come i poli, e immediatamente lo dà di nuovo a tutti quelli che sono attorno a lui, vicini e lontani, da lui il divino Amore è al posto giusto e corrisponde interamente alla Volontà del grande e santo Donatore.

[GFD 1.6.9] Voi dovete essere simili all’inverno, che è freddo nella sua quiete, ma proprio per questo è tanto più atto a ricevere il calore fin nelle più profonde profondità della Terra. E da chi è arrivato l’inverno, da lui arriverà anche la primavera, che è simile alla prima vita dell’amore in voi; e arriverà l’estate in pienissima energia dalla vita dell’amore, che in voi sarà diventato forte mediante la Grazia, ed arriverà il quieto autunno con i frutti delle opere dell’Amore e della Grazia nel quale voi allora, completamente rinati, entrerete nella vita del Sole a contemplare il volto del vostro Padre santo, e a brillare come il Sole a tutto il mondo, mediante la forza grande della Grazia, dell’Amore e della Misericordia del vostro santo e ottimo Padre.

[GFD 1.7.2] E vedi, e ascolta: «Così ora c’era la Terra, e c’era la Luna, e c’era il Sole, e c’erano le stelle; ma la Terra era ancora nuda, e la sua superficie era ancora simile alla superficie del mare. E sopra le acque giacevano dense nuvole che si addentravano profondamente nei morti spazi dei mondi, e la luce del Sole non poteva illuminare la Goccia della Misericordia. E la Luna era coperta dai vapori della Goccia, e solo in questi vapori fu completamente partorita la Terra e fu nutrita la Luna. E il Sole stava sopra ad entrambe con i raggi della sua luce dal calore dell’Amore in Dio, come una chioccia sopra i suoi pulcini, e rendeva matura la Terra, e separò la Luna dal petto di sua madre.

[GFD 1.7.10] E ora comprendi: «Allora l’eterno Amore soffiò invisibilmente su di lui, agli occhi ancora ciechi della sua anima, ed egli si addormentò per la prima volta nella soavità dell’Amore misericordioso. E la soavità dell’Amore misericordioso formò nel cuore di Adamo, quasi come fosse in un dolce sogno, una figura a lui simile, di grande soavità e di altrettanta grande bellezza.

[GFD 1.8.8] E vedi, Eva si avvicinò al serpente e osservò con grande piacere le sue seducenti spire attorno all’albero, e i colori cangianti della sua fredda corazza di squame.

[GFD 1.8.11] E ora anche Adamo notò quello che avveniva sotto l’albero, e gli piacque moltissimo la seconda Eva, e non si accorse che era solamente un serpente. E vedi, allora anche lui si accese nella sua brama, nel piacere per la seconda Eva, prese il frutto dal grembo di Eva, divenne infedele al suo amore e godette del frutto proibito dal grembo di Eva con voluttuosa brama; e nel godimento si riconobbe come quel primo che era andato perduto per la grande vanità del suo cieco egoismo, nel regno della Luce e dell’eterno Amore, che cadde nel mare d’ira della Divinità, che eternamente uccide inesorabile.

[GFD 1.9.4] E l’eterno Amore vide che ognuna di queste lacrime di Eva era giusta davanti ad Adamo, il Figlio dell’Amore misericordioso; e il calore dell’eterno Amore solidificò queste lacrime in pietruzze, e il loro nome fu “Urim”, come “segno simbolico del giusto cordoglio di Eva”. E vedi, una lacrima cadde sul cespuglio di spine che la riparava, e vedi, questa fu una lacrima dell’innocenza perduta, e colorò il fiore del cespuglio che prima era bianco; e i fiori furono arrossati, in segno della perduta innocenza di Eva. E ora vedi, gli uomini adesso conoscono sì tutte le piante della Terra, ma il loro vero significato nello spirito e nella verità essi non lo conoscono e non lo conosceranno né comprenderanno fino alla rinascita, dopo che essi se ne saranno appropriati, e ciò è la Misericordia dell’eterno Amore mediante la Grazia della redenzione in se stessi.

[GFD 1.9.18] «Grande, onnipotente Dio di ogni Potenza, di ogni Forza e di ogni Santità! Ritira la Tua grande ira e spegni il fuoco della Tua collera che tutto distrugge, e odi dalla quiete della Tua santità le parole del Tuo eterno Amore, che è l’unica Vita in Te, eterna come Te e potente e forte come Te da Esso ed Esso da Te, e non voler annientare la vita in Esso e Te con Esso, ma usa clemenza e lascia che l’Amore Ti dia soddisfazione, ed esigi espiazione per la Tua Santità ferita e offesa, e nessun sacrificio sarà troppo grande per il Tuo Amore, se Tu volessi esigerlo dall’Amore in eterna espiazione per la Tua Santità!»

[GFD 1.9.24] E vedi e odi ancora e comprendilo bene quello che ora avvenne ulteriormente: – quando l’eterno Amore accettò le richieste, e in tal modo già in anticipo diede soddisfazione alla grande Santità di Dio, allora la Divinità, scrosciando e soffiando più dolcemente, in modo nuovamente comprensibile solo all’Amore, fece sentire il Suo santo Volere e disse quanto segue, in un discorso pieno di dolce suono:

[GFD 1.10.7] Laddove il grande nastro nel vasto cielo sembra dividersi, là guardate volentieri e, tutte le volte che guarderete là, siate sempre grati e profondamente commossi, poiché quel punto deve servire a voi, come anche a tutta la Creazione, come segno perenne della vostra rottura alla fedeltà con Me e della Mia trascorsa rottura con la Santità di Dio per misericordia verso di voi. E quel nastro, nel punto dove appare come riannodato, deve ricordarvi la grande mediazione dell’eterno Amore, che sono Io fin dall’eternità, tra l’intangibile Santità di Dio e voi, che mancando di fedeltà avete peccato al cospetto della Sua sconfinata Santità.

[GFD 1.13.4] E mentre egli in tal modo stava camminando lungo la riva, d’un tratto restò impigliato col piede sinistro a una pianta che, cresciuta per un certo periodo serpeggiando sopra il terreno, finiva avviticchiata attorno a un grosso albero, ed egli cadde violentemente a terra e percepì un gran dolore nel suo corpo, e questa fu per lui una nuova sensazione; ed egli si adirò con la pianta e la guardò incollerito, e la chiamò a risponderne, chiedendo se non conoscesse il suo signore.

[GFD 1.13.17] E ora lascia il tuo altare delle offerte e poniti alla mia sinistra, affinché la destra punitrice rimanga libera per i trasgressori, e seguimi nella dimora del peccato! E quando io avrò svegliato dal delirio della fornicazione i peccatori addormentati, i quali colti da grande timore fuggiranno davanti alla spada della Giustizia, seguili come compagno di fuga, e porta, per i genitori del tuo corpo, una piccola parte del regalo perduto, e dalla poi a loro per rinvigorirli quando, in un paese lontano da qui che si chiama “Ehuehil” ovvero “Paese del rifugio”, essi cadranno a terra piangendo, spossati ed esausti. E anche in questo paese erigi un altare per le offerte simile a questo qui, che continuerà ad ardere anche sotto le acque che un giorno verranno su tutta la Terra, e diventerà una montagna, inaccessibile ad ogni piede mortale fino al grande Tempo dei tempi. Allora essa piegherà il capo alla bassa terra che si chiamerà “Bethlehem” (Betlemme) ovvero “la piccola città del grande Re”, la quale un giorno diventerà la più grande sulla Terra. La sua Luce infatti brillerà più che la luce degli spiriti di tutti i soli spirituali. E su questo nuovo altare tu devi portare offerte di ringraziamento al Signore, da tutti i regni (naturali) della Terra in questo paese della fuga, perché esse possano diventare commestibili per i peccatori, e rinvigoriscano i pentiti, e consolino i dolenti!»

[GFD 1.13.21] Allora l’angelo disse a lui in tono dolce: «Non piangere, Abele, tu figlio della Grazia, colmo di benedizione, e fa’ ciò che ti ho comandato dall’eterno Amore che parla attraverso la mia bocca, e non ti spaventare per le parole tonanti che seguiranno su questi peccatori addormentati!»

[GFD 1.13.23] «Adamo, alzati, rammentati della tua colpa e fuggi da qui, poiché non ti è più possibile restare ulteriormente in questo luogo! Poiché tu hai perduto il Paradiso per te e per tutti i tuoi discendenti fino al grande Tempo dei tempi, e una gran parte dei regali, per tua colpa, poiché ti sei dimenticato del giorno del Signore e ti sei ubriacato col succo di una pianta che era un capolavoro del serpente, escogitato per catturare la tua libertà, per avvinghiare i tuoi piedi e per turbare i tuoi sensi, per dimenticare Dio e farti addormentare nel rozzo peccato.

[GFD 1.13.30] Perciò fuggi, e piangi e implora laddove i tuoi piedi ti porteranno; e dove essi non ce la faranno più a portarti oltre, là rimani, piangi, implora e prega perché tu non vada in rovina, e anche Eva e tutti gli altri a causa tua!»

[GFD 1.13.32] Allora Adamo cadde di nuovo con la faccia a terra e pianse e gridò a voce altissima: «Signore, Tu onnipotente, grande Dio, nella Tua grande Gloria di ogni Santità, non chiudere totalmente il Cuore del Tuo sconfinato Amore e della Misericordia a me, un debole davanti a Te, e donami almeno quella sufficiente forza, affinché io indegnissimo sia in grado di fuggire davanti ai Tuoi giudizi, secondo la Tua santissima Volontà, a cui sono soggette tutte le Tue creature, come io lo sono dalla cima dei capelli alla pianta dei piedi. Signore, ascolta la mia supplica!»

[GFD 1.14.1] Ed ecco, Abele, oppresso quasi dall’eccessiva gioia per l’immensa grazia ottenuta dall’Alto, cadde sulle sue ginocchia ed esclamò: «Oh, Tu, grande e dilettissimo Padre immensamente santo e buono, vedi, qui dinanzi a Te, il Tuo misero servitore nella polvere e nella percezione della sua più profonda indegnità nei confronti di Te, onnipotente e misericordioso, rivolgere il suo sguardo dalla più profonda bassezza fino alla Tua suprema altezza! Porgi benigno ascolto alla voce di un figlio che implora grazia per i suoi deboli genitori e per tutti i suoi fratelli e le sue sorelle, e non mi negare la forza che viene da Te, come un dono grandioso, e fa’ che essa, in grazia, si riversi su di loro per il perdono del peccato, e per riacquistare la vita da Te, con la necessaria potenza e forza!

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