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Capitolo 73 La Terra

2. Per quanto anche l’una o l’altra setta dica: “Ecco, io non possiedo immagini, dunque la mia confessione è la più pura”, Io tuttavia rispondo: “Che ci siano o che non ci siano immagini, non conta niente; quello che conta è il vivere conforme alla Parola”. Perché il depurare in sé una dottrina, sia pure quasi completamente, da qualsiasi cerimoniale per renderla più atta ad accogliere la ragione pura, non significa, detto con differenti parole, altro che discutere e cavillare continuamente riguardo ad una determinata dottrina, senza però vivere secondo quanto essa prescrive. È la stessa cosa come se qualcuno, avendo comperato una casa, si affaticasse a pulirla e a lucidarla senza interruzione, di notte e di giorno per renderla sempre più atta a servire da abitazione, ma a causa del continuo lucidare e pulire e della ininterrotta ricerca di perfezionamenti per renderla maggiormente abitabile non potesse venire mai nessuno a prendervi dimora. Non raggiunge meglio lo scopo una qualunque misera capanna la quale serve continuamente da abitazione che non una casa simile?

3. Non diversamente si presenta la questione riguardo alla chiesa. Migliore è sempre quella che ha una qualche regola; di conseguenza i suoi fedeli possono trovarvi una certa stabilità, e ciò a paragone di un’altra in cui non si fa altro che scopare e pulire. Gli aderenti di quest’ultima le stanno accanto, e guardano e curiosano come dei perdigiorno davanti ad una casa in costruzione, i quali pure criticano, sofisticano e sputano sentenze, ma in pari tempo non viene a nessuno neanche alla lontana in mente di porgere, a vantaggio del padrone della casa, né un mattone, né una cazzuola di cemento all’operaio che lavora, e ciò nondimeno questi poltroni si reputano poi molto migliori di coloro che lavorano.

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