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Capitolo 14 Il Governo della famiglia di Dio, Manca il testo 1

Adamo riconosce il suo stato e si pente

4. E ora vedi e ascolta quanto avvenne quando il pio Abele terminò la sua preghiera, che giunse a Me gradita. Ed ecco, un alito di frescura incominciò a spirare sull’arido deserto, e nuvole chiare ammantarono l’ampio spazio del cielo; e cominciò a piovere sopra tutto il deserto, e frammezzo alla pioggia caddero semi di ogni specie entro i piccoli solchi scavati nella sabbia, prima incolta, dalla copiosa e veemente pioggia di Jehova. E in un attimo la vasta distesa del deserto verdeggiò di erbe, di piante, di arbusti e di alberi di mille specie. E nel luogo dove il pio Abele stava in ginocchio, pregandoMi in spirito e verità, sorse un albero enorme, alto fino quasi a raggiungere le nuvole, e dotato di ampi rami e di larghe foglie, e pieno di frutti del pane, ossia di frutti dolci e gradevolissimi al palato. A quest’albero fu impartito il nome di “Bahahania”, ovvero “conforto e ristoro dei deboli”, conosciuto anche da voi, ancora oggi, con la denominazione di “albero del pane”.

5. Dalle nuvole lucenti e stillanti la benedizione, una voce soave disse al pio Abele: «Oh, Abele, o figlio Mio diletto, divenuto libero, brandisci con la tua mano sinistra la spada sopra coloro che dormono, e ridestali al pentimento e al miglioramento della loro condotta di vita dinanzi a Me, per tutti i tempi futuri. E sii per loro una vera prefigurazione di Colui che un giorno verrà nel grande Tempo dei tempi; e annuncia loro che fino a quel giorno nessuno sarà più libero dalla Legge; e che i Comandamenti, fino a quel giorno e anche oltre, terranno prigionieri tutti coloro che non si renderanno partecipi della rinascita operata tramite il Figlio, che sarà la Via, la Luce, la Verità e la Vita eterna, quale unico Trionfatore sulla Morte.

6. Tu però sei libero come angelo della Luce e sarai accolto dopo che, solo fra poco tempo, l’immagine del Grande che verrà sarà del tutto compiuta. Prima però tu devi renderti perfettamente atto e capace per questo momento, e ciò deve avvenire mediante la crescita della tua umiltà, del tuo amore e di una grande devozione. E ciò deve avvenire nonostante tutte le persecuzioni e i maltrattamenti di cui verrai fatto oggetto, sia da parte dei tuoi fratelli che delle tue sorelle, a causa della glorificazione del Mio Nome»

7. Ed ecco, allora Abele si rialzò da terra, compenetrato di potenza e di forza; e quasi in segno della vera libertà ottenuta si librò nell’aria, e su coloro che dormivano fece come gli era stato comandato.

8. Ed ecco che nuove forze vitali affluirono nei dormienti; e gli stessi si destarono rapidamente, si rizzarono da terra e si guardarono intorno enormemente commossi e meravigliati nel constatare l’immensa e benefica trasformazione del deserto. E stavano per prorompere in grida di giubilo, quando Adamo, alzatosi assieme a Eva che si trovava al suo fianco, così parlò ai suoi figli:

9. «Figli, non giubilate, né tripudiate prima del tempo, ma piuttosto piangete e pentitevi anzitutto con me ed Eva del nostro grande peccato, e pensate bene a quello che abbiamo perduto! Poco importa il Paradiso della Terra con tutti i suoi beni; perché, come io vedo, e come voi pure vedete, il Signore nella Sua immensa, sconfinata Misericordia, ci ha donato così tanto che tutti noi possiamo con tutta facilità e senza rammarico dimenticare la perdita dei beni sovrabbondanti del Paradiso terrestre, vedendo appunto questa nuova, grande e inapprezzabile ricchezza del Suo Amore troppo grande. Vedete, infatti, gli animali dell’aria, come pure della terra, ora si affrettano verso di noi. Osservate l’erba, le piante, gli arbusti e tutti gli altri alberelli, e i grandi alberi, e le brezze che spirano, ed interrogate pure tutte queste cose, ed ascoltate se da qualche parte vi giunge una risposta!

10. Io lo feci subito, quando mi ritrovai desto, e mi convinsi che tutte le cose erano diventate mute per me; e che il suono della mia voce non veniva più compreso. Il cinguettio degli uccelli, l’urlo degli animali, il mormorio di questa sorgente e tutto il sussurrare dell’erba, delle piante, degli arbusti e di tutti gli alberelli e degli alberi colpirono subito il mio orecchio, ma quanto mi spaventai, e mi sento tuttora interamente pervaso dallo sgomento, constatando che di tutto ciò io non comprendevo più nulla, né tuttora sono in grado di comprendere!

11. Ma vedete, non mi spaventai per il fatto che tale comprensione mi fu tolta, ma piuttosto mi rammaricai per la perdita, infinitamente più grande, della Grazia del Padre, che è santo sia al di sopra di tutte le creature, che al di sotto di tutte le creature!

12. Vedete, tutto ciò che ho perduto l’avete perduto anche voi a causa mia, avendo voi peccato per mezzo mio e con me; tutti eccetto uno, che non sono più degno di chiamare “figlio mio”, e che agli occhi onniveggenti del Padre, immensamente santo e buono e a quelli del Suo Amore e del Suo Spirito, è rimasto puro e giusto in tutta la potenza e forza, nella pienezza della Grazia e in quella della Benedizione.

13. E questi è il mio diletto Abele, che però ci fu tolto dal Signore giustissimo, poiché i miei occhi non lo vedono più in nessun luogo; certamente ciò avviene affinché io e tutti voi per mezzo mio percepiamo cosa voglia dire l’essere caduti fuori dalla Grazia dell’eterno Amore e che cosa significhi anche il ritrovarsi nella rigida Giustizia del Signore a causa del peccato di sconsiderata disobbedienza alle Sue mitissime leggi dell’Amore e ai tanto lievi comandamenti della Grazia.

14. Oh, figli, ponderate bene tutto quello che vi ho ora detto e provate a riflettere e convincetevi da soli se vi ho esposto la verità. Poi venite e giudicate da voi stessi come stiano veramente le cose, e cioè se noi dobbiamo piangere ed essere afflitti, quale espressione del nostro immenso pentimento, oppure se sia possibile per noi ritrovare ancora qualcosa che sia capace di rallegrare i nostri cuori!

15. Certo, o figli miei, l’eterno Amore del Padre santissimo ci ha lasciato una sola gioia come dono della Sua grande Grazia, e in tale gioia possiamo e dobbiamo pur rallegrarci, e questo dono consiste nella grande grazia del pentimento e del cordoglio stesso!

16. Ecco, quest’unica cosa ancora ci ha lasciato il Signore: – le lacrime del pentimento e le lacrime del cordoglio! RingraziamoLo dunque di questo dal più profondo dei nostri cuori!

17. Oh, che immensa fortuna per noi è ancora questa, dato che il Signore ci ha fatto questo dono ricchissimo! Che cosa mai saremmo noi senza questa grazia?

18. Dunque, nella profonda coscienza della nostra totale abiezione, prostriamoci a terra e piangiamo, e affliggiamoci fino a quando nessuna lacrima e nessuna stilla di questo nostro cordoglio potranno più scorrere dai nostri occhi e finché non avremo restituito al Signore quello che è Suo e del quale non siamo abbastanza degni; e poi Egli faccia di noi, secondo la Sua Giustizia santissima, quello che è la Sua Volontà, santa e in ogni tempo buona, e che è stata fin dall’eternità!».

19. E vedi, allora Adamo con tutti i suoi si prostrò a terra e fece secondo quanto gli dettava il suo riconoscimento tramite quella minima parte della Grazia rimastagli, per mezzo della tacita e segreta Misericordia dell’eterno Amore nel Padre. Adamo pianse, e si dolse amaramente assieme a tutti i suoi, eccetto Caino. Quest’ultimo, come gli altri, si era pure prostrato a terra, ma il suo occhio rimase asciutto; anzi, si adirò per non poter piangere anche lui come tutti gli altri. Ed egli allora si alzò e se ne andò via. E mentre se ne andava così, fissando il suo sguardo sul terreno verdeggiante, ecco che scorse improvvisamente una serpe che strisciava fra l’erba; allora egli si chinò, e afferratala la fece a pezzi; e in preda all’ira e al furore ne divorò la carne, rendendola così carne propria.

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