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Capitolo 15 Il Governo della famiglia di Dio, Manca il testo 1

9. Ed egli vide che quel serpente, che aveva poco prima divorato, era egli stesso nella sua parte ancora cattiva; e vide che solo per effetto della propria rabbia egli aveva suscitato col proprio alito il serpente sulla Terra, nella sua riapparsa essenzialità; e vide inoltre, che le parole del serpente erano le sue stesse parole, che prendevano origine dal fondamento più intimo del proprio essere primordiale, anteriore ad ogni creazione del mondo visibile della materia.

10. E si rese conto, ancora, di come egli aveva con ciò riaccolto in sé il serpente, ovvero come egli stesso si fosse rafforzato in ogni malvagità e nella falsità che da essa deriva; e vide quanto profondamente egli era nuovamente precipitato nella morte.

11. Allora egli, pervaso da gran pentimento, cadde a terra e pianse, ed esclamò a voce altissima (Caino): «O grande, onnipotente, fortissimo e santissimo Dio! Ora soltanto io riconosco il mio infinito peccato e la mia debolezza infinita dinanzi a Te e alla Tua Giustizia, ma anche dinanzi al Tuo illimitato Amore!

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