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Capitolo 3 Lettera di Paolo Apostolo alla Comunità di Laodicea

15. Perché Egli Stesso ha parlato in tal senso, dicendo: "Ciò che voi farete al minimo fra questi poveri, l'avrete fatto a Me!".

16. Se Egli dunque ha più volte espresso chiarissimamente qual sia per Lui il servizio più gradito, perché scegliete voi quello che è per Lui un abominio, un odor di nausea, una pestilenza?

17. Ma a Dio, il Signore in Cristo, il solo gradito tempio vivente è un cuore ripieno d'amore, e questo Gli è più caro che un mondo pieno di templi di Salomone, che sono tutti morti, mentre il cuore è vivente e può amar Dio e tutti i fratelli! Riedificate, dunque, questo tempio in voi spiritualmente e in esso fate, in ogni tempo, vivo sacrificio al Signore!

18. Non il tempio, non le cerimonie, non il sacerdote e non il vescovo, nemmeno Paolo ed i suoi discepoli; non il Giudeo, non il Greco, né la giudaica circoncisione del prepuzio, nemmeno il tempio di Salomone; così del pari nemmeno il non Greco, né lo Sciita, né il Pagano, né il libero, né lo schiavo; neppure il Sabato, né il novilunio, nemmeno il giubileo sono qualcosa per Dio, bensì Cristo soltanto è Tutto in Tutto!

19. Tenetevi dunque fermi soltanto a Cristo, quali eletti di Dio e quali Suoi santi e Suoi diletti, con la viva fede, con l'amore, con la misericordia affettuosa verso i vostri fratelli, con l'amicizia, con la dolcezza, l'umiltà, la mansuetudine ed ogni pazienza.

20. In tutto ciò tolleratevi l'un l'altro e perdonatevi vicendevolmente di cuore ogni torto che l'uno avesse fatto all'altro, e come voi Mi perdonerete, così io pure vi perdonerò, e vi perdonerà il Signore!

21. Non muovete querela l'uno contro l'altro, come fanno i pagani che hanno appositi tribunali, ma siate invece trattabili e vicendevolmente tolleranti, ed accomodate nel cuor vostro le vostre divergenze; in questo modo vi comporterete di fronte al Signore meglio che non osservando nel modo più scrupoloso tutti i precetti di Mosè, i quali sono difficili da tenersi a mente e più difficili ancora da osservare; poiché il Signore non trova compiacimento nei precetti di Mosè, sebbene soltanto in un cuor puro che ami veramente Iddio ed i fratelli.

22. E quindi ad ogni altra cosa preferite l'Amore; perché esso solo ha valore presso Dio, ed in esso soltanto si compendia in modo vero e pienamente giusto ogni compimento ed ogni perfezione!

23. Nell'Amore e mediante l'Amore regni nei vostri cuori la vera e perfetta pace di Dio, nella quale ed alla quale pace soltanto voi siete tutti chiamati in un Corpo in Cristo il Signore; e quando Lo ringraziate, ringraziateLo di ciò, sempre ed eternamente in spirito ed in verità,

24. ma non già in un tempio morto, che non è nulla dinanzi a Dio, il Signore e Datore di Vita, il Quale guarda soltanto al cuore ed alla sua pace!

25. Fate che la vivificante Parola di Cristo dimori abbondantemente fra di voi, in tutto il Suo Amore, e nella vera perfetta Sapienza che da Esso proviene! Istruitevi ed ammonitevi ed edificatevi vicendevolmente, con ogni sorta di cose e considerazioni elevate e spirituali,

26. con salmi d'amore ed altri inni di lode e amorevoli canzoni spirituali; ma cantate nel cuore e non fate un vuoto rumor con le labbra, in tal modo vi renderete più graditi al Signore che non i farisei, i Giudei ed i Pagani, col loro vano vociare che dà molto da fare alle loro labbra a causa dell'oro, mentre i cuori loro sono più freddi del ghiaccio!

27. Tutto quello, però, che volete fare, sia con parole sia con opere, fatelo nel Nome del nostro Signor Gesù Cristo, e ringraziate d'ogni cosa l'Iddio Padre per mezzo Suo; poiché Egli è il Mediatore fra Dio e noi, e nel Cuor Suo dimora la pienezza del Padre!

28. Ascoltate pure voi, o donne di Laodicea: così vuole il Signore, nostro Iddio dall'eternità, che voi siate perfettamente sottomesse ai vostri uomini in Cristo il Signore; poiché nell'uomo voi avete il capo secondo Cristo.

29. E voi uomini, amate le vostre donne nell'adeguata misura, e non comportatevi duramente con loro; ma nemmeno amatele eccessivamente, affinché a motivo di loro non abbiate a dimenticare il Signore, poiché l'amore al Signore deve esser libero, così come se voi non aveste moglie.

30. E voi fanciulli obbedite interamente ai vostri genitori in tutte le cose che non sono contrarie a Cristo; poiché tale è la Sua Volontà e ciò è a Lui gradito.

31. Ma voi genitori non amareggiate l'animo dei vostri figlioli con aspre parole e mali trattamenti, affinché non abbiano a provare timore di voi, e non divengano poi vili adulatori ed ipocriti; poiché uno che è apertamente caparbio voi potete con l'amore renderlo mansueto, mentre un ipocrita ed adulatore è incorreggibile.

32. Così dico anche a voi, servi dei vostri padroni: siate loro obbedienti in tutte le cose che non sono contro Cristo, ma non con la vuota adulazione per piacere con ciò ai vostri padroni, bensì nella schietta semplicità dei vostri cuori e nel costante timor di Dio.

33. Tutto quello, però, che fate per i vostri padroni, fatelo come se serviste Cristo il Signore con tutta la fedeltà del vostro cuore, ma non già come se serviste gli uomini; allora riceverete voi pure un giorno da Lui la mercede della gloria.

34. Chi di voi commette però cosa ingiusta verso i propri padroni, quegli lo fa nella stessa misura anche contro il Signore; il Signore però non guarda lo stato, se qualcuno è padrone o servo, bensì considera soltanto l'opera ed il motivo dell'opera!

35. A colui quindi che agisce male, il Signore darà un giorno la mercede che gli spetta; voi potete bensì ingannare gli uomini, ma il Signore non si lascia ingannare, poiché i vostri cuori stanno sempre aperti dinanzi a Lui.

36. Anche a voi, però, padroni, io dico che riflettiate bene perché i vostri servitori sono pure vostri fratelli dinanzi al Signore; perciò fate loro, in ogni tempo, quanto è giusto presso Dio! Date loro, a tempo debito e con l'amore in Cristo, la mercede pattuita, e pensate che noi tutti abbiamo un Signore nei Cieli, e Questi è Cristo, il Santo di Dio dall'eternità!

37. Non tralasciate di far orazione e pregate con gratitudine senza posa; non però con le labbra, bensì in spirito ed in verità con tutta la semplicità del vostro cuore, e con verace devozione nell'amore a Cristo il Signore!

38. Ma pregate in pari tempo anche per me, affinché il Signore voglia tenermi sempre aperta la porta della vivificante Parola, ed affinché io possa in ogni tempo parlare dinanzi a voi e dinanzi a tutti i fratelli in Cristo del grande Suo Mistero, e di quello del Suo Regno; poiché io pure sono ancora vincolato al mondo, e sono un uomo del tutto comune, che può profetizzare soltanto allorquando il Signore gli apre la porta della Sua Grazia.

39. Semplice e savio sia il comportamento dinanzi e verso ognuno, anche verso coloro che sono stranieri, verso i Giudei ed i Pagani; voi non dovete giudicare nessuno, sia egli uno Sciita, un Pagano, un Giudeo, un Greco oppure un non Greco, ma sappiate adattarvi saggiamente secondo i tempi e le circostanze!

40. Le vostre parole verso ciascuno siano sempre condite d'amore, e siano ripiene del sale della vera Sapienza emanante da Dio; quando parlate con qualcuno, attingete sempre a tale Sapienza, affinché l'altro apprenda quanto differisce la Sapienza divina da quella dei savi del mondo"..

41. Io, Paolo, ritengo ora però di non aver tralasciato nulla per dimostrarvi ciò che esiste fra di voi, e quanto appropriato ne sia il nome di velenosa zizzania, anzi invero, di dannosissimo albero venefico, il cui alito soffoca ogni vita; e quindi non ho più nulla contro di voi!

42. Questo però, amati fratelli, sia in ogni tempo una vera cerimonia fra di voi; che, cioè, voi rendiate onore in spirito ed in verità all'Iddio Padre nel Figliolo, amandolo, in ogni tempo sopra ogni cosa nel Suo Figliolo, il Quale è morto sulla croce per Amor di noi tutti, per ridonarci la figliolanza di Dio, la quale i nostri Padri, da Adamo in poi, hanno sempre demeritata.

43. Io però vi prego per amor di Dio che portiate degni frutti di una completa conversione dal vostro nuovo paganesimo nella vivente Chiesa di Dio, la Quale dimora in voi, ma non già nei templi, né nelle vesti ornate e nemmeno in cerimonie di alcuna specie.

44. L'amore di Dio e la Grazia del nostro Signor Gesù Cristo siano con voi in ogni tempo ed eternamente!

45. Per quanto poi riguarda la mia vita a Roma, ciò vi verrà reso noto dal fedele fratello Tichico, che ora mando a voi, come pure ai Colossesi, i quali come voi potrebbero lasciarsi sedurre da Satana.

46. Salutatemi tutti i cari fratelli, e Ninfà e la fedele comunità della sua casa; poiché io faccio testimonianza di lui, che egli è giusto e, come faccio io, prega costantemente Iddio per voi.

47. Salutate anche quelli di Colosse, se doveste recarvi da loro; poiché vi sono alcuni fra di loro, che voi conoscete, che sono sempre rimasti giusti e fedeli nell'amore a Dio.

48. Però, quando i Colossesi avranno letto la lettera loro destinata, leggetela allora anche voi; come del pari vi prego, per l'amor del Signore, che voi facciate leggere questa lettera appunto anche ai Colossesi!

49. Poiché essa è necessaria a loro quanto a voi. Ed infine io vi esorto tutti qui per iscritto, come lo farà verbalmente anche Tichico, perché tanto questa lettera, quanto quella inviata ai Colossesi, vengano lette in tutte le Comunità.

50. Il mio saluto di mia propria mano: rammentatevi dell'amor mio! La Grazia del nostro Signor Gesù Cristo sia con voi!".

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