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Capitolo 1 Lettera di Paolo Apostolo alla Comunità di Laodicea

49. Non correrà essa da un punto all'altro della sua stanza nell'ardor della sua carne, e non si sporgerà essa sino alla cintola, ora da una ed ora dall'altra finestra, lanciando sguardi da tutte le parti, se mai scorgesse colui che fosse atto a calmare le lussuriose ed ardenti brame della sua carne?

50. E una volta scorto, essa gli dimostrerà col ardor degli occhi il suo desiderio, ed essa peccherà nella sua concupiscenza con lui dieci volte più di una meretrice volgare col suo amante sul letto della vergogna.

51. Vedete, o voi di Laodicea, questa è la vostra immagine! Ma sapete voi, ciò che farà colui che avesse voluto onestamente aspirare a divenire lo sposo di una tale donna, dopo che egli, passando davanti alla sua casa, avrà scoperto la sua vergognosa libidine?

52. Egli la scaccerà subito dal suo cuore e dalle sue labbra, e non la guarderà mai più in avvenire, neanche se essa dovesse cadere nella più grande miseria!

53. Altrettanto farà il Signore con voi; poiché Egli vi ha eretto un nuovo tempio vivo nel vostro cuore, dove dovrete attenderLo; voi però disprezzate il tempio, questo sacro ambiente, e correte puramente per mondana libidine alle finestre della condanna, e volete fornicare col mondo, per amore dell'oro, dell'alta considerazione e dell'avidità di dominio; cose queste tutte cui avidamente aspirate!

54. Io però vi dico: "Il Signore si ritrarrà, e vi abbandonerà interamente alla vostra lussuria, all'antico giudizio ed all'antica morte, se voi subito non vi convertite e non rinunciate interamente al clero da voi stessi eletto, al vostro tempio, ai vostri giorni festivi ed ai vostri abiti ornati; poiché tutto ciò è in abominio presso Dio, come in abominio presso Lui è la femmina ardente di lussuria, che nel suo cuore è peggiore di dieci meretrici di Babele".

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